Mio nonno dorme negli abissi

(Video – durata 1:31)

Anche quest’anno, in occasione dell’anniversario dell’affondamento del Regio Sommergibile Ammiraglio Millo (14 marzo 1942), sentiamo il bisogno di ricordare il sacrificio dei nostri cari scomparsi quel giorno, quando il grande sommergibile venne colpito e affondato da un’unità inglese davanti a Punta Stilo.

Con questo breve filmato vogliamo commemorare il nostro caro Nazareno Storani, Capo Meccanico di II Classe e, insieme a lui, tutti i suoi compagni che hanno perso la vita a bordo del Millo, condividendone il destino.

Questo è il nostro modo di ricordare. Di tramandare. Di non perdere il filo che ci lega con il nostro passato.
Perché si deve ricordare, per avere un futuro.

Ciao nonno!

Francesco e Nazareno Storani

La poesia Mio nonno dorme negli abissi è stata scritta da Nazareno Storani e pubblicata nel libro Il ritrovamento del Regio Sommergibile Ammiraglio Millo – F. N. Storani –  che narra le vicende del Millo e dei suoi marinai.

 

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4 Commenti a “Mio nonno dorme negli abissi”

  1. Paolo Palladino ha scritto:

    Bellissimo video clip e commovente poesia dedicata all’ufficiale(nonno) Storani.
    Oggi, 17 marzo sono affacciato alla mia finestra e guardo il cielo grigio con nubi scure cariche di tempesta ed il mare agitato e la teperatura è decisamente bassa per la media stagionale. Guardo in direzione di Punta Stilo dove giace il relitto del Millo, penso alle indimenticabili ed irripetibili due giornate dedicate al 70° Anniversario dell’affondamento del Regio Sommergibile Amm.Millo con grande commozione ricordo minuto per minuto le Giornate del 17 e 18 marzo 2012 (esattamente un anno fà), tutto andò perfettamente, giornate primaverili con il mare che come per magia si placò proprio in quei giorni, difatti alcuni giorni prima era tempestoso, un mare decisamente calmo che concesse una tranquilla navigazione sino a Punta Stilo , un mare, che, quasi mistico ci concesse una tranquilla discesa negli abissi , senza corrente, ma con la visibilità scarsa , tutto andò perfettamente bene e fummo inondati da fortissime emozioni. Guardo il mare all’orizzonte dove giace il relitto…. il Millo è lì , ci aspetta per un’altra silenziosa e rispettosa visita nel blu del Mar Jonio !
    P.P.

  2. Fabrizio Stefanini ha scritto:

    Ho riascoltato, con maggiore attenzione ed empatia, Mio nonno dorme negli abissi. Mi ha colpito la sobrietà del discorso poetico, l’identificazione nei marinai, la serena accettazione di un evento drammatico che non cessa di coinvolgere affettivamente, a distanza di generazioni. Il DORME non dà l’impressione di un eufemismo, ma della fiducia in un risveglio. E’ l’irragionevole e ragionevole fiducia di un legame, interrotto e ricostituito, tra i rami e le radici. Guerra e morte contro questo sembrano impotenti.

  3. Prati Liliana ha scritto:

    Come sempre i vostri racconti arrivano al cuore,commuovendo sempre per ricordarci i nostri cari che si sono addormentati laggiù.Faccio i miei complimenti a Nazareno x la sua bellissima poesia.Vi ringrazio tanto eporgo i miei più cari auguri di Buona Pasqua a tutti voi.Saluti cari.P.L.

  4. Andrea Amici ha scritto:

    Bravo Nazareno e bravo Francesco! Grazie al vostro impegno, anche la storia del Millo e della sua gente non è stata dimenticata ed è accessibile a tutti. Sono cresciuto con i raconti di mare, uno zio sulla R.N.b. Caio Duilio e un nonno sulla R.N.b. Roma. Storie di Navi e di guerra, sì. Ma soprattutto storie di ragazzi, uomini, padri, madri, mogli e figli, che ancora oggi si fermano e si siedono solitari sugli scogli a guardare il Mare. Mentre il mondo corre senza meta…
    Pochi giorni fa ho perso un amico/zio, era sulla Roma con mio nonno. Gli ho tenuto la mano fino a due ore prima che tornasse a bordo; la stessa mano che ha aperto il portello che imprigionava mio nonno e tanti compagni, mentre la Nave affondava. Me la sono gustata fino all’ultimo la sua stretta. Per quella stretta è passata anche la mia vita!
    Per l’impegno profuso per quella storia, ho vissuto un’esperienza simile alla vostra e vi comprendo appieno. Penseranno che siete dei pazzi; rideranno di voi; vi criticheranno per le risorse che dedicate a questo impegno. Ignorateli, quelli non conoscono la ricchezza custodita dal vostro cuore!
    Ciao e grazie per la vostra amicizia, Andrea

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