Sventola il tricolore sul sommergibile Millo

Una Fiat Balilla ben riconoscibile nella stiva di poppa

Il tricolore portato sul relitto del Millo

Laggiù, a settanta metri di profondità, spinto dalle correnti dello Ionio che non si fermano mai, sventola di nuovo il tricolore sul sommergibile Millo. Si gonfia e si scuote come se fosse nell’aria, sospinto dal vento, in alto sul pennone.
Nel corso di una recente immersione sul relitto del Millo, gli amici del Thalassoma Diving di Paolo Palladino sono scesi a salutare ancora una volta i marinai che riposano laggiù e hanno avuto l’onore di fargli dono della bandiera della Marina Militare.

Dal racconto di Paolo Palladino:

Anche lo scorso anno 2010 ci ha visto protagonisti di indimenticabili avventure subacquee ed esplorazioni su siti di immersioni per noi irrinunciabili e di estremo fascino: i relitti sommersi!
Oltre alla consueta seria attività subacquea didattica che ci impegna ormai da moltissimi anni, in modo più incisivo nel periodo estivo, siamo riusciti anche quest’anno a dedicare del tempo ad una delle discipline e specialità che più ci appassionano, l’immersione sui relitti appunto.
A fine agosto siamo tornati ad immergerci sul relitto del Regio Sommergibile Ammiraglio Millo. In quell’occasione è sceso con noi un subacqueo che ha conseguito da poco il brevetto in immersioni tecniche: Pasquale Montilla, subacqueo di vecchia data, ma nuovo a questo tipo di immersioni.
In ogni caso, la squadra di Teknodiver era composta, oltre che dal sottoscritto, da Romeo, Massimiliano, David e Pasquale che veniva costantemente tenuto d’occhio da ognuno di noi durante tutta l’immersione. Questa immersione di fine stagione sul Regio Sommergibile Ammiraglio Millo ha avuto il suo momento culminante nella celebrazione di un’azione simbolica per sentirci ancora una volta vicini ai marinai che riposano per sempre nel relitto del Millo. Proprio Pasquale Montilla ha avuto l’onore di deporre una bandiera tricolore sul relitto del sommergibile.
Pasquale, appena raggiunto il relitto, ha estratto la bandiera dalla tasca del Gav, posandola delicatamente sulle lamiere, in prossimità del grande squarcio causato dal sommergibile nemico.

Pasquale Montilla ricorderà in seguito quell’immersione sul Millo con queste parole:

Ho preparato l’immersione sul Millo con estrema determinazione e tanta fatica.
 Ho pensato in alcuni momenti di rinunciare per gli impegni professionali e la stanchezza ma non ho mollato. Dovevo consegnare la bandiera tricolore della Marina Militare italiana nel ricordo. 
Paolo, al terzo tentativo di ancoraggio, voleva rinunciare. Ho lanciato per ultimo l’ancora chiedendo ai ragazzi del Millo di farci scendere per salutarli.
Ci hanno fatto scendere in un mare di emozioni positive.
Sono rimasti per troppo tempo da soli.
Meritavano una carezza.


La visibilità era accettabile e la temperatura sul fondo a -70 metri non inferiore a 18°, mentre in superficie era addirittura 26°. Il tempo massimo di permanenza sul fondo era di soli 20 minuti, sufficienti comunque per portare a termine con efficacia gli obiettivi prefissati: fare una buona esplorazione sulla torretta e centro nave, depositare la bandiera e scattare qualche foto. 
Trascorsi i venti minuti, ci aspettava una lenta risalita e una lunga decompressione, con la certezza quasi matematica che avremmo trovato il trapezio per la deco, calato in acqua dall’amico fidato Filippo, rimasto a bordo del battello per l’assistenza di superficie.
L’immersione si è svolta ottimamente, come da attenta pianificazione e, nonostante la forte concentrazione durante tutta l’immersione, ognuno di noi confesserà poi, una volta usciti dall’acqua, la forte emozione ed il crescente rispetto per i marinai che riposano nella loro bara d’acciaio. L’emozione si fa più forte se penso a quei ragazzi, a quei giovani marinai d’Italia che diedero alla Patria il meglio dei loro anni, la loro giovinezza, la loro vita.
Quasi mi sembra di vederli. Ogni tanto, nella mia mente, ho come dei flash, specie dopo le immersioni su questo relitto, probabilmente suggestionato dai ricordi, dalle tante letture, dal libro sul ritrovamento del relitto del Millo, dalle foto, le interviste e i racconti. Mi sembra quasi di vederli, quei marinai. Le serate nei locali nelle brevi licenze, a far baldoria, quasi per gridare al mondo la propria esistenza, fatta di guerra, di agguati, di interminabili silenzi per sfuggire all’estenuante caccia nemica sul fondo del mare.
Per me fare immersioni sul Millo significa scendere su un bellissimo ed importante relitto storico, ma, soprattutto, fare un tuffo nel passato!



Paolo Palladino
(dicembre 2010)
www.thalassomadiving.it

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2 Commenti a “Sventola il tricolore sul sommergibile Millo”

  1. pasquale montilla ha scritto:

    Paolo Palladino rappresenta uno dei subacquei piu’ apprezzati e stimati calabresi ,istruttore attento e qualificato,prudente nelle immersioni tecniche .Un vero capo cordata del mare .Devo ammettere che ha un rapporto con il mare profondo e sensibile , la sua seconda pelle.
    Ha uno spirito per la ricerca storica sui relitti inabissati invidiabile,un vero lupo di mare.L’immersione sul Millo da lui guidata con estrema determinazione tecnica mi ha regalato una delle pagine piu’ belle della mia vita,un evento misterioso quanto l’attesa nel perseguirlo e tutto apparentemente in una sorta di rito definitivamente non ripetibile per le cascate di emozioni ricevute.Quel sommergibile ha dopo tanti anni una carica energetica e spirituale intensa in uno spazio ritengo per pochi.
    I ragazzi sono li’e ad ogni immersione credo si percepiscono per una sorta di breve reciproca fusione tra anime .
    Pasquale Montilla

  2. Gianni ha scritto:

    Da giovane sommergibilista mi sento di ringraziare gli amici della thalassoma diving per questa eroica impresa.E’ stato un gesto bellissimo… sempre onore a quel glorioso equipaggio che ha servito la patria fino all’ultimo….siamo fieri di voi!!!

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