La preghiera di un “umile marinaio”
Festa di Santa Barbara 2010
Il mio più grande desiderio
Con la sua commovente preghiera, scritta ormai molti anni fa poco prima di morire, il Sottocapo Nocchiere Fortunato Moroni, sopravvissuto all’affondamento del Regio Smg. Ammiraglio Millo, volle ricordare i compagni scomparsi che riposano in fondo al mare, nel sacrario del sommergibile. Ancora oggi è doveroso ricordare quegli uomini che hanno dato la vita per la Patria … gli anni più belli della propria giovinezza …
Ci uniamo anche noi a questa preghiera. E’ il nostro modo per festeggiare Santa Barbara, insieme ai familiari dei sommergibilisti del Millo e a tutti i marinai.
Pochi mesi prima della sua scomparsa, Fortunato Moroni tornò con i ricordi ai cari compagni del Millo. In una delle sue ultime lettere, tra l’altro, scrive:
“… Sono trascorsi molti anni e quel momento tragico rivive sempre in me, come vivo è il ricordo dei volti scomparsi, di quei giovani con i quali avevo trascorso anche momenti felici.
Il tempo non cancella un si grande dolore!
Io ringrazio Dio perché mi ha concesso di vivere, di ritornare a casa, ma lo prego sempre, ogni giorno, di tenere eternamente tra le sue braccia, nella pace celeste del cielo, quei marinai, quei baldi giovani che hanno donato la propria vita per un ideale che si chiama Patria!”
Un abbraccio fraterno a tutti voi!
Francesco e Nazareno Storani
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Tags: ammiraglio millo, Commemorazione, preghiera, ricordi, santa barbara, sommergibile millo
5 dicembre 2010 alle 09:47
La preghiera del marinaio mi ha commosso ed ha disposto il mio animo a fare tutto il possibile per infondere nel mio prossimo “l’ideale che si chiama Patria”.
Riccardo
23 dicembre 2010 alle 12:23
E’ sempre una commozione leggere o ascoltare certe parole, entrano nei nostri cuori perchè crediamo in questi ideali. Grazie a tutti coloro che fanno sì che certi eventi non vengano mai cancellati dai nostri cuori.
Giorgio
23 dicembre 2010 alle 19:04
Sono fiero di te…nonno Fortunato!!!!
Andrea
9 febbraio 2011 alle 13:23
Questa preghiera, in un momento così confuso e triste per l’Italia, sembra essere un monito ai politici che non governano questo paese. A politici che distruggono il valore della cultura, della ricerca e della Patria. Modena 9 febbraio 2011
26 gennaio 2012 alle 13:47
Ce ne fossero al governo di personaggi umili e forti così::::: roberto