Malta 17 marzo 1942. La prima lettera dalla prigionia.

Malta. 17 marzo 1942.

Appena tre giorni dopo il tragico affondamento del Millo, uno dei marinai superstiti scrive una lettera a casa.
Chi scrive è il Capo Elettricista di 3a Classe Arturo Sant.
Scrive da Malta, la base navale britannica dove sono stati trasportati i quattordici marinai italiani recuperati nelle acque di Punta Stilo.
E’ la prima lettera. Il primo segnale che qualcuno del Millo si è salvato.

Nonostante lo scarno linguaggio della lettera, le poche frasi consentite dalla rigida censura militare ci restituiscono la ferma volontà di Arturo Sant di rassicurare i propri familiari sulle sue condizioni di salute, definite ottime. Il trattamento dei prigionieri sembra buono. Viene anche confermato il numero dei marinai italiani che si sono salvati e che sono stati recuperati dagli inglesi. Quattordici.
Ma soprattutto il giovane Sant si preoccupa di Vivetta, la moglie che aveva sposato cinque anni prima, chiedendo al padre di spedirle del denaro. Perchè Vivetta ne ha bisogno.

Sono quaranta le parole che i prigionieri possono scrivere nelle loro lettere a casa. Arturo le utilizza quasi tutte, si ferma a trentanove. Quasi riusciamo a immaginarlo, mentre chino su un vecchio tavolo di legno prova a condensare in quell’esiguo numero di parole tutte le emozioni, le speranze e le paure che si porta dentro.
Ancora più difficile scrivere, quando i confini dei sentimenti sono così rigidamente fissati.
Eppure Arturo riesce a dirci tutto, in trentanove parole.

Malta 17-3-42

Caro papà
Sono prigioniero dal 14 mammina pregato salvamento
Ottima salute trattato benissimo Salvati 14.
Scrivo settimanalmente volta te volta Vivetta 40 parole.
Trovami Malta.
Denaro Vivetta bisognale spedirglielo. Informa Vivetta.
Informati corrisponsione sussidio Ministero Vivetta
Scrivetemi Bacioni
Arturo

Autore dell’articolo:
Nazareno Storani

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Un commento a “Malta 17 marzo 1942. La prima lettera dalla prigionia.”

  1. Fabrizio Stefanini ha scritto:

    Caro Franco, ti ho scritto all’inizio dell’estate ma non ho ricevuto riscontro: spero che ciò non sia stato dovuto a fatti negativi.
    Ricevo ora l’avviso della cerimonia/presentazione di Viareggio e leggo le tue note su Arturo Sant in rapporto alla sua lettera. Come al solito, ci si commuove ancora una volta, con uguale intensità. Il passato non è mai completamente passato se lo si ricorda.
    Continui – con tuo figlio – a tessere una storia che sta molto a cuore a molti e a me. Tienimi informato sulla conferenza.
    Un forte abbraccio.
    Fabrizio

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