Interviste ai marinai del Millo

Ottorino Franchi (a destra)Nei mesi di maggio e giugno del 2007 siamo stati a conoscere i due sopravvissuti del Millo ancora in vita: Ottorino Franchi a Rosignano Solvay (LI) e Cosimo De Russis a Chiavari (GE).
Due uomini che appartengono a un altro tempo ma che ricordano, ricordano un passato che li ha visti, volenti o nolenti,  protagonisti della storia. A noi hanno raccontato del grande sommergibile, del Comandante, dei compagni scomparsi, dell’affondamento.
Il loro racconto è conservato in un’intervista pubblicata in questo sito.

Cosimo De Russis e Ottorino Franchi raccontano …

23 giugno 2007
Chiavari. In missione.
Andiamo a conoscere il sig. Cosimo De Russis, sottocapo RT sopravvissuto sessantacinque anni fa alla tragedia del Millo.
Racconti, sig. Cosimo, faccia la cortesia, ci racconti come andarono le cose quel giorno remoto di un marzo segnato dal destino.
Io, mio padre, mia madre, l´amico Mario Cobellini. Chiavari è un paese della riviera di Levante, circa a metà strada tra La Spezia e Genova. Duecentosettanta chilometri da casa. Circa tre ore di autostrada, malgrado le code ingrossate dai forzati del weekend.
Chiavari. Un nome sulla carta. Un altro mare, altri nomi di vie e di locali diurni e notturni allineati lungo la linea di costa, altre storie di gente, di traffici, di vicende misteriose.
Per noi, non è mare. Chiavari è un nome, un ancoraggio forte che ci riporta giù, verso le profondità del tempo.  A Chiavari ci aspetta Cosimo De Russis e tutti i fantasmi del passato che ci portiamo dietro e che vivono con lui. Batte il cuore lungo l´autostrada. Il battito aumenta, quando la Cisa è già passata e si prospetta oltre la lunga discesa un tenue bagliore di Liguria.
Appaiono i paesini appesi in cima alle montagne, appare il volto dell´uomo che conobbe il padre di mio padre, appaiono le emozioni nascoste irrefrenabili. La videocamera, pronta per filmare. Sento un brivido, lungo tutto lo scafo scuro del sommergibile. Le mani, pronte per l´abbraccio, pronte per altre mani, mani che disegnano la stanza. Entra il sole, oggi è un giorno pieno di sole, non è il mare, non c´entra la spiaggia.
Il sole illumina la stanza e viene da lontano, da un tempo lungo e immobile, da spiagge sconosciute di Calabria, da sorrisi antichi finiti sotto il mare. Il padre di mio padre. Si chiamava come me. Io mi chiamo come lui. Io lo sto cercando, vorrei conoscerlo, ascoltare la sua voce, frugare nei suoi ricordi. Lui se ne sta in fondo al mare, con altri padri di altri padri, nella pancia nera del grande sommergibile. E suggerisce, insieme agli altri, e tutte le loro parole sono lunghi fili che salgono dagli abissi, riemergono, vibrano nella voce viva del sig. Cosimo. Noi siamo spettatori, pubblico, pubblico non pagante, intervistatori. Noi siamo i figli, i nipoti, gli eredi, i custodi doverosi dei lunghi fili di parole.
C`è uno strato di ruggine. Nella sua voce. La ruggine del tempo. Filmiamo. Doriana, la figlia, assiste alla rappresentazione, come estasiata, un´altra figlia, un´altra custode che si prende cura dei fili. Fuori, il mare è un altro mare, fatto di altre coste e altri riflessi di luce, ma poi il mare è uno, è sempre quello, e tutto sotto è come in una cripta antica, tutto prigioniero del silenzio, con pesci e vecchi marinai.
Anche Cosimo è un vecchio marinaio. Uno di quelli. Un sopravvissuto del Millo. Un reduce del mare.

Durante l'intervista al Radiotelegrafista Cosimo De Russisinsieme a Ottorino FranchiOttorino Franchi (a destra)

Scatto foto. Sono foto in bianco e nero. I ricordi sono fatti in bianco e nero, vengono su adagio, metro dopo metro, fanno anche loro lunghe soste di decompressione, poi sono fuori, si scrollano l´acqua di dosso, ma il sale no, quello è dentro, incorporato, come una creatura aggrappata tenace allo scoglio, sono fuori, nell´aria, nel sole di Chiavari, sono le parole del vecchio marinaio, i lunghi fili riannodati.
Scie. Scie. Scie !!!!!
Non c´è tempo. Il mare, vigliacco, traditore! La luce, meschina, cospira con il nemico, si è schierata dalla sua parte e ci ha ingannato!
Là sotto, da qualche parte nell´acqua verde scuro sotto nuvole di primavera, altri uomini stanno in agguato. Respirano, dentro la massa d´acqua, rinchiusi nel sommergibile nemico. Cuori battono. Col favore della luce e dei suoi infidi barbagli.
Una sigaretta. Casa è vicina. Amata patria! Vediamo le montagne, lassú al di sopra della costa di Calabria. Belle montagne decorate di neve, bella neve argentina, la primavera imminente presto la cancellerà, altri giorni, altri mesi, ma noi intanto toccheremo terra, abbracceremo e ci faremo abbracciare, con il cuore allegro, a fischiettare per le vie dei nostri paesi.
Tra poco sarà ora di pranzo. Anche oggi, come ieri, come domani. Come per tutti. Quello che ci unisce è il destino, e quando gli uomini vivono nel ventre d´acciaio del grande sommergibile, ogni cosa, ogni gesto, ogni momento, coinvolge tutti, come una famiglia, come un corpo, un organismo complicato. Il Millo è un animale sottomarino. Il suo equipaggio la sua linfa vitale.
Ci sediamo attorno alla tavola.
Cosimo racconti, Ci parli di mio padre, si ricorda bene di mio padre?
Ritorna tutto. Il mare restituisce tutto, prima o poi. Basta aspettare. Anche se il mare sommerge, anche se noi questo dannato mare lo amiamo davvero.
(Nazareno Storani)

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2 Commenti a “Interviste ai marinai del Millo”

  1. ferrandina giovanni ha scritto:

    Buona sera, mi chiamo Ferrandina Giovanni. sono il nipote del SottoCapo radiotelegrafista Ferrandina Giovanni deceduto nell’affondamento del Regio Sommergibile Millo.
    Sono rimasto veramente entusiasta di quanto state facendo per rievocare una pagina, purtroppo triste della nostra storia.
    Grazie al Sig. Derussis, grazie Sig.Franchi per aver reso tutto possibile, per aver messo in risalto il coraggio e lo zelo di tutti i marinai del sommergibile Millo. Sarei molto contento, un giorno di incontrarvi e di stringervi la mano in segno di gratitudine e di stima.
    Vi saluto cordialmente.
    Ferrandina Giovanni.

  2. Anna-Maria Palumbo ha scritto:

    buon giorno io sono Anna_Maria Palumbo di Australia la nipote di Rocco Palumbo che no ch lo fatto di salvai su Sommergilble Millo. Sara contenta se
    posso fare contato con al Sig.DErussis e Sig.Franchi Grazi tanto.

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