In ricordo di Ercole Ricci, uno del Millo

Ercole Ricci, classe 1912

Esattamente cento anni fa, il 30 dicembre 1911, nasceva a Urbino (PS) Ercole Ricci, imbarcato sul sommergibile Millo con la qualifica di Motorista di garanzia Fiat. Ce lo ha ricordato il nipote, che si chiama come lui, Ercole Ricci. Oggi lo ricordano anche gli altri nipoti, Alessio Ricci e Mara Martinovich, e la sorella, Clelia Ricci.
Anche noi vogliamo commemorare il sacrificio di quest’uomo che ha dato la vita per la Patria, e l’amore per una donna, la sua fidanzata di allora.
Purtroppo non conosciamo il suo nome, ma di lei ci resta un viso sorridente e un nome scritto sul retro di una lettera.
E poi il ricordo di un gesto antico e nobile, arrivato fino a noi .
Sono storie d’altri tempi, storie che appartengono a tutti noi.
Per questo vanno raccontate.

A bordo dei sommergibili e delle navi da guerra di nuova costruzione potevano essere imbarcati motoristi di garanzia Fiat, con il compito di controllare il funzionamento dei motori durante la navigazione ed effettuare l’assistenza tecnica in caso di guasti o malfunzionamenti.
Il Millo, nella sua breve vita operativa, non fu esente da guasti ai motori.
Nel dicembre 1941, durante una rapida immersione, si verificò un’avaria che costrinse il Millo a proseguire la navigazione a velocità ridotta. In questa occasione, come si legge nella cronistoria a pag. 122 del libro (Il ritrovamento del Regio Sommergibile Ammiraglio Millo), il capo servizio del Genio Navale, Capitano Ing. Umberto Andreoli, elogia il comportamento del montatore di garanzia della Fiat.

Purtroppo Ercole Ricci fu tra i dispersi dell’affondamento del Millo, anche se il suo nome non figura nella lista dei marinai scomparsi.
Grazie alle testimonianze dei nipoti Mara Martinovich e Ercole Ricci, che ci hanno contattato tramite il nostro sito, ci è stato possibile recuperare la memoria di questo civile militarizzato.

I civili militarizzati erano numerosi, dislocati nei diversi corpi delle forze armate e numerosi furono anche quelli che persero la vita.
Solo per citare un esempio, prima di Ercole Ricci, un altro motorista di garanzia FIAT perse la vita in seguito all’autoaffondamento del sommergibile Ammiraglio Caracciolo, avvenuto al ritorno della prima missione di guerra, il 10 dicembre 1941. Il Caracciolo, dopo avere trasportato carburante e munizioni a Bardia, durante un tentativo di attacco a un convoglio britannico fu colpito e costretto all’autoaffondamento. Tra le vittime ci fu anche Guido Sellone, collega di Ercole Ricci, motorista alla Fiat Grandi  Motori di Torino.

Da alcune email che ci hanno inviato i nipoti Mara Martinovich e Ercole Ricci:

Sono Mara Martinovich la nipote di Ercole Ricci motorista di fiducia della Fiat imbarcato sul Millo.
Mia madre, la sorella di Ercole, mi ha parlato di quanto mio nonno abbia cercato inutilmente per anni notizie sul figlio disperso nell’affondamento del Millo.
Ho sentito che ci sono dei sopravissuti, posso mettermi in contatto con qualcuno? Provvederò appena mi sarà possibile a comperare il libro. Grazie infinite per la comprensione.
Mara, 13 dicembre 2010

Ercole Ricci insieme alla fidanzata

Porto il nome di mio zio imbarcato sul sommegibile Millo come motorista di garanzia Fiat.
Era il fratello di mio padre, Ricci Aldo e figlio di Ricci Giuseppe.
Ho alcune foto di mio zio.
Per ora le invio quelle in possesso di mia sorella, una formato tessera ed un’altra con la fidanzata (Dina è mia madre).
Della fidanzata sappiamo poche cose, era probabilmente di Torino ed ebrea.
Un particolare mi fu raccontato dai miei genitori:
dopo la guerra e svariate ricerche per ritrovare lo zio, visto l’esito negativo, la ragazza andò da mio nonno, il padre di Ercole, per chiedere il permesso di potersi sposare con un altro uomo.
Mio nonno le diede il permesso.

Considero onorevoli sia il gesto della ragazza che quello del nonno.
Ercole Ricci, 19 dicembre 2010

Possiamo solo immaginare l’angoscia che hanno vissuto i familiari di Ercole Ricci nell’attesa di ricevere notizie sulla sorte del loro caro, dopo la perdita del Millo. La stessa angoscia che hanno provato i padri, i fratelli, le mogli e le fidanzate dei marinai del Millo scomparsi. Poi la disperazione subentra all’angoscia e si cerca in ogni modo di sopravvivere al dolore. È quello che fa la fidanzata di Ercole Ricci, chiedendo il permesso di continuare la propria vita con un altro uomo.
Un gesto nobile, da parte di entrambi.
Una storia d’altri tempi.

Gentile Signor Francesco,
purtroppo non posso rispondere con precisione alle domande della sua ultima mail, i miei genitori hanno parlato spesso di ricerche fatte per ritrovare lo zio nella speranza che avesse potuto raggiungere a nuoto la costa (era un ottimo nuotatore), per cui non so se, e come, sia stata fatta la comunicazione di dispersione al Ministero.

La data della foto di Ercole Ricci con la fidanzata è del 16-7-42, immagino che sia stata inviata a mia madre Dina (mio padre era arruolato nell’esercito) per poterla utilizzare per le ricerche, dato che il sommergibile è stato silurato il 14-3-42.
Per quanto riguarda il servizio militare, so solo che Ercole Ricci è stato imbarcato sul sommergibile Domenico Millelire, che ha partecipato alla trasvolata atlantica di Italo Balbo come mezzo di supporto.
A questo proposito le invio due foto relative al servizio militare.
Ercole Ricci

La foto è stata spedita da Torino il 16 luglio del 1942, quattro mesi dopo l’affondamento del Millo. Sul retro, ben leggibile, la firma della fidanzata di Ercole Ricci che, così pare, si faceva chiamare affettuosamente Yully.
Di più, di questa donna, non sappiamo dire e di lei, nel tempo, si sono perse le tracce.

Carissimo Francesco,
la Sua mail mi ha fatto tanto tanto piacere.
Non avete trovato nulla perchè la famiglia in realtà è di Pesaro e solo in una prima fase alcuni figli sono nati in Urbino. Purtroppo non ho molte informazioni su zio Pippo (così veniva chiamato in famiglia) perchè lui era il primo di 5 figli ed anche di prime nozze di mio nonno. Tutti i fratelli sono morti, ad esclusione di mia madre che ha ora 81 anni (è del 1929 ), quindi nata quando Ercole aveva già 18 anni.
Cercherò nella mia casa natale se trovo qualche documento e chiederò a qualche cugino più grande di me se sa qualcosa. Fino alla settimana scorsa sapevo solo che lo zio era stato silurato nello Ionio e che era partito dal porto di Taranto.
Sono arrivata al nome del sommergibile dove era imbarcato zio Ercole casualmente, domenica scorsa, perchè ho ritrovato una scatoletta di cuoio o osso (dove, peraltro, tengo le medaglie di guerra di mio padre ) che sapevo appartenere allo zio, sulla quale c’è la sagoma in metallo del sommergibile e, impercettibilmente, ho letto a prua un nome che mi pareva Millo.
Così, per curiosità, ho cercato su internet e vi ho trovato.
E’ stata una grande emozione.
Cercherò subito di trovare il vostro libro e mi terrò in contatto. In effetti speravo, scrivendovi, di sapere qualcosa su di lui da voi, e magari da qualcuno che lo poteva aver conosciuto.
Potrei, se è ancora in vostro possesso, avere l’ultimo indirizzo di Torino? So che era fidanzato con una ragazza ebrea di Torino che è rimasta fino al dopoguerra in contatto con mio nonno.
Grazie infinite per lo splendido lavoro che avete fatto.
Mara, 19 dicembre 2010

Ercole Ricci ha prestato servizio militare a bordo del Regio Sommergibile Domenico Millelire, un sommergibile di tipo oceanico, appartenente alla classe Balilla.
Tra il marzo e il settembre 1933 partecipò, come unità d’appoggio, alla trasvolata atlantica di Italo Balbo, insieme al sommergibile gemello Balilla e alle cannoniere Biglieri e Matteucci. Operò come radiofaro, inviando informazioni meteorologiche agli aerei di Balbo. Una volta giunto a Chicago, il Millelire venne visitato da Italo Balbo, che rivolse un discorso all’equipaggio.

Anche il Millo, nei piani strategici della Regia   Marina, avrebbe dovuto operare negli oceani.
Il suo destino, come sappiamo, fu purtroppo diverso, e la sua vita operativa assai breve.

Autore dell’articolo:
Nazareno Storani

 

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Un commento a “In ricordo di Ercole Ricci, uno del Millo”

  1. Paolo Palladino ha scritto:

    Incredibile e stupefacente, come le storie si intrecciano e si inseguano in eterno. Come un tam tam nella giungla, internet contribuisce a ristabilire contatti che si sarebbero dispersi nel nulla. Sicuramente , per Francesco e Nazareno Storani sono stimoli importanti per mantenere in vita ed in efficienza il sito al quale dedicano moltissimo tempo con grande passione.
    P.P.

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