Il ritrovamento dell’ex voto perduto

L'ex-voto in memoria della tragedia del Millo

Nell’antico Santuario della B.V. della Marcelliana, a Monfalcone (GO), tra i numerosi ex-voto conservati nel tempo, è custodito anche quello che rievoca i tragici istanti dell’affondamento del sommergibile Ammiraglio Millo.
Si tratta di una grande tela pittorica di circa un metro e mezzo, che si riteneva perduta e che invece è stata ritrovata, dopo molti anni e dopo numerose ricerche, anche grazie al nostro interessamento e ai nostri tentativi di ricostruire la storia di uno dei marinai del Millo, il Motorista Navale Duilio Borri, sopravvissuto all’affondamento del sommergibile.

A commissionare l’ex-voto furono Giovanni e Romilda Borri, padre e madre di Duilio, come si legge sul retro del dipinto, dove compare anche la data della committenza: il 16 novembre del 1942.
I genitori vollero in questo modo ricordare l’insperata salvezza del giovane sommergibilista monfalconese.

In un articolo di Armando Depetris, pubblicato nel 1984 sulla rivista Il Territorio, edita dal Consorzio Culturale del Monfalconese, si legge:

Nel santuario della Madonna della Marcelliana abbiamo analizzato quella di V. Fabbro, tipica realizzazione di un pittore di bottega. La Madonna appare serena tra le nubi mentre intercede per la salvezza del marinaio Duilio Borri che si tuffa nel mare tempestoso da un sommergibile colpito. La dedica dice: “A venerazione di colei che per grazia celeste lo trasse incolume da sicura morte”.

Lo storico Padre Filippo Cucinotta, nipote del Motorista Navale Antonio Cucinotta (tra i dispersi del Millo), ha scritto per noi un’accurata analisi dell’opera, nel tentativo di ricostruire le fasi che hanno portato alla sua realizzazione. Di seguito il testo del suo prezioso contributo.

Il quadro è del 1942, non per la targa che ricorda l’avvenimento, ma per il fatto che il pittore, oltre alla firma, aggiunge la data secondo il sistema in uso durante il fascismo: 1942/XX (dal 1922, anniversario della marcia su Roma, al 1942 = XX anniversario).
Il quadro si compone di cinque elementi: il Millo; il sommergibile nemico; il mare; la costa e l’effige della Madonna.
Il pittore ha composto la scena mettendo insieme gli elementi che aveva.
Che cosa sapeva e che cosa poteva sapere?
L’effige della Madonna era ovviamente quella del Santuario e che doveva stare in alto per proteggere con la sua benedizione i devoti.
Il pittore sapeva che si trattava di un episodio di guerra sul mare e quindi si è impegnato a dipingere le onde anche se con molta fantasia e poco realismo.

Sommergibili Classe Argo

(Fig. 1)

Sapeva di uno scontro tra due sommergibili e quindi ha costruito la scena immaginandone uno colpito e l’altro (il nemico) attaccante.
Non aveva alcuna idea della sagoma del Millo e quindi ne ha presa una generica.
E’ possibile che si tratti di un battello classe “Argo”. (Fig. 1)

Per quanto riguarda l’impostazione scenica la pubblicistica dell’epoca esaltava l’arma subacquea e quindi per il pittore c’era solo l’imbarazzo della scelta.

"Sommergibili in Atlantico" - Caporilli, 1942

(Fig. 2)

Ad esempio il Caporilli (quello che nel dopoguerra scrisse al comandante dell”Ultimatum”) aveva chiesto al pittore Attilio Giuliani di disegnare la copertina di un suo libro che era uscito proprio nel 1942. (Fig. 2)

Per quanto riguarda invece il sommergibile attaccante il pittore ha tratto l’immagine da una pubblicazione del 1942 e precisamente dal Calendario delle Forze italiane in Atlantico (Fig. 3), che era stato pubblicato per esaltare le imprese dei sommergibili italiani operanti dalla base Betasom (Bordeaux + Sommergibili = BetaSom).
Il calendario era stato stampato in Francia nel dicembre del 1941 in 4.500 copie delle quali 500 numerate e recava disegni a colori riguardanti azioni dei nostri sommergibili operanti nell’oceano. I disegni erano del Negrin. E’ evidente la provenienza del disegno utilizzato dal pittore Vincenzo Fabbro.

Il Calendario delle Forze Italiane in Atlantico

(Fig. 3)

A parte questi aspetti “artistici”, c’è un problema veramente importante da affrontare: la questione della ricostruzione della dinamica dell’affondamento.
E’ evidente che l’artista era stato informato.
Ma cosa poteva e cosa non poteva sapere?
Nel 1942, cioè in piena guerra, non potevano trapelare troppe notizie su fatti di guerra, perché avrebbero potuto costituire un reato grave. E’ certo che il pittore sapesse dell’affondamento di un sommergibile.
La fonte prima erano i parenti del marinaio. A loro volta essi sapevano che il loro congiunto si era salvato, anche perché avranno appreso il nominativo dalla Croce Rossa. Inoltre, subito dopo l’affondamento, il padre del S.T.G.N. Carlo Dameri (anch’egli tra i dispersi del Millo, N.d.R.) si era messo in contatto con tutti i parenti degli altri membri del Millo e aveva tenuto una fitta e aggiornata corrispondenza nella speranza si trovare notizie sicure sulla sorte del  figlio dato per disperso.
Da bambino, ricordo queste lettere che aveva mia nonna. Erano scritte a macchina con carta carbone blu su fogli sottilissimi. Ricordo ancora un brano che è rimasto impresso nella mia memoria. Il padre, pur sapendo grosso modo il reale numero dei sopravvissuti, sperava che tale numero non fosse esatto e per difetto. Sperava infatti su un particolare che avrebbe potuto aumentare tale cifra. Scriveva infatti che, avendo il sommergibile due aperture, era possibile che da un boccaporto fosse entrato un certo numero di sopravvissuti e dall’altro un’altra parte di marinai italiani. Era possibile quindi che i sopravvissuti avessero contato una sola parte e non il totale. Sappiamo purtroppo come tale speranza si rivelerà vana. Ma ciò che per il momento ci interessa è il fatto che molto probabilmente l’ing. Dameri abbia comunicato alle famiglie dei dispersi – e quindi anche a quella del marinaio Duilio Borri – dei particolari circa l’affondamento che risultarono preziosi per il pittore.

Fra Filippo Cucinotta
(Aprile 2011)

Alcuni titoli di articoli di giornale (Il Piccolo di Trieste)Il ritrovamento dell’ex voto ha avuto ampia risonanza presso la stampa (in alto alcuni titoli di articoli di giornale, da Il Piccolo di Trieste).
L’opera è stata esposta per la prima volta al pubblico in occasione del Primo Raduno Nazionale dei Sommergibilisti Italiani, che si è tenuto a Monfalcone (GO) dal 12 al 20 marzo 2011.

Un ringraziamento particolare a Gianpaolo Cuscunà del Consorzio Culturale del Monfalconese di Ronchi dei Legionari (GO), per la sua preziosa collaborazione durante i tentativi di ricerca dell’ex-voto e dei parenti del sommergibilista Duilio Borri.
Grazie anche all’Ing. Giambattista Melissari e al sig. Maurizio Bon dell’ANMI di Monfalcone per il loro supporto durante le giornate del Raduno Nazionale dei Sommergibilisti Italiani.

Autore dell’articolo:
Nazareno Storani

 

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2 Commenti a “Il ritrovamento dell’ex voto perduto”

  1. francesco santese ha scritto:

    un ringraziamento dal profondo del cuore a tutti Voi per questa immensa oper di informazione. autentica fonte di coraggio e di consolazione per i parenti dei nostri EROI. Senza le vostre fatiche questo scorcio di storia della nostra Marina e del sacrificio dei Nostri Cari sarebbe caduto nell’oblio. (escluso noi,naturalmente) Grazie.

  2. loredana ha scritto:

    Grazie, cari papà e naza x le emozioni che ci regalate.

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