Domenica splendente in compagnia di Paolo Palladino

Paolo Palladino illumina un ventaglio di Gorgonie Paramuriccee bicolore

Paolo Palladino illumina un ventaglio di Gorgonie Paramuriccee bicolore

Il racconto di una nuova, affascinante immersione di Paolo Palladino e degli amici del Thalassoma Diving Team, avvenuta lo scorso 6 novembre nei fondali di Scilla, in Sicilia.
Nonostante l’avanzare dell’autunno, con i suoi venti mutevoli e le giornate che si fanno improvvisamente cupe, certi angoli d’Italia, e in particolare nel nostro Mezzogiorno, possono regalare momenti d’indescrivibile bellezza, proprio come  in questa domenica splendente.

Anche questa domenica invernale e grigia, con il maltempo che imperversa nella provincia catanzarese, ci ha spinto a caricare sul furgone del Thalassoma Diving le nostre attrezzature subacquee per andare a cercare un raggio di sole e un mare calmo e limpido. La scelta, ancora una volta, è andata su un sito di immersione a noi molto familiare ed estremamente affascinante: i fondali di Scilla.
Dopo quasi due ore di viaggio, con pioggia battente e cielo nero, e appena lasciata l’autostrada A-3, raggiungiamo la bellissima spiaggia di Scilla. Il sole caldo si fa subito sentire e, per questo,  qualcuno del gruppo decide di munirsi di portentosi occhiali da sole per proteggersi dalla accecante luminosità del mare. Subito incontriamo tanti altri amici subacquei che hanno voluto sfidare il torpore invernale e il maltempo della prima mattina. Ci conosciamo ormai un pò tutti. Oltre agli amici reggini, ci sono quelli cosentini che sono ormai una presenza abituale su questo fantastico sito che, a ragion veduta, è uno dei punti d’immersione più belli di tutto il Mediterraneo. Dopo i consueti abbracci e i saluti con gli appassionati amici subacquei, ci dedichiamo all’assemblaggio delle attrezzature, per essere pronti  a saltare in acqua e per non perdere l’appuntamento con la stanca della marea di montante, che durerà poco più di un’ora e mezza.  Poi il mare, in questo punto dello Stretto di Messina, si trasformerà in un fiume in piena, fino a superare i 4/5 nodi di velocità, una corrente assolutamente incontrastabile!
Entriamo in acqua. La visibiltà è stupefacente già a riva. Si preannuncia un’immersione altamente spettacolare. Come da pianificazione, non supereremo i 40 metri di profondità, in quanto abbiamo una configurazione ricreativa delle attrezzature e siamo muniti di monobombola da 18 litri. Tuttavia, dobbiamo applicare la regola dei terzi e riservarci una scorta d’aria, qualora la corrente dovesse arrivare con un pò di anticipo. Del nostro gruppo, solo Max ha una configurazione tecnica e CCR con scooter subacqueo; in ogni caso resterà per tutta l’immersione in vista.
Appena abbandonata la superficie, vediamo subito  il fondale sotto di noi, ad oltre 30 metri di profondià: che visione spettacolare! La parete rocciosa è letteralmente ricoperta di lussureggianti Gorgonie Paramuriccee bicolore rosse e gialle, talmente luminose e brilllanti che, forse anche quaggiù, sarebbe necessario l’uso degli occhiali da sole… Ci appare una moltitudine di colori illuminati dai nostri faretti. In luoghi come questo la natura e la biodiversità del mare danno il meglio di sè, grazie all’incessante moto delle correnti di marea. Spugne di ogni tipo e colore tappezzano le pareti, Alcionari arancioni, margherite di mare, retepore, briozoi, anellidi ed echinodermi, ma anche molluschi e pesci di ogni tipo. Persino la comunissima Aplysia (Lepre di mare) ha colori e sfumature particolari.
Al 20° minuto iniziamo la nostra lenta risalita. Poco prima di lasciare il fondale, alcuni rami di gorgonie accennano un leggero tremolio, segno che la corrente comincia a farsi sentire. Perciò, durante la risalita, ci ripariamo lungo la franata dei  grossi massi che caratterizzano questo tratto di fondale. Poco dopo, una grande massa d’acqua trascina con sè una miriade di piccoli pesci che si arrendono alla corrente impetuosa. Ormai siamo al riparo e non troviamo nessun tipo di problema a riguadagnare il basso fondale del sottocosta, all’interno della piccola baia, dove la corrente è quasi inesistente. Prima di concludere la nostra immersione effettuiamo la tappa di decompressione; il computer subacqueo segna un tempo totale d’ immersione di 56 minuti che, durante questa fantastica esplorazione, non sembrano essere passati. La magia del mare di Scilla è anche questa!
Una volta fuori dall’acqua, facciamo uno spuntino e sorseggiamo una freschissima birra sulla spiaggia. Al largo, la silhouette di un’unità navale militare che transita nello Stretto richiama la nostra attenzione: dovrebbe trattarsi della Fregata tedesca FGS Sachsen F219,
una moderna nave assegnata a missioni NATO. Subito i miei pensieri vanno a cascata ai numerosi relitti della Regia Marina che si trovano nel Mar Jonio, nel versante orientale della Calabria, relitti che non vedo l’ora di tornare ad esplorare, appena cessata la furia del mare che imperversa da sud-est già da alcuni giorni.
Ci rimettiamo in viaggio poco dopo, consapevoli  di tornare nella zona investita dal maltempo che non lascia tregua, ma felici come bambini che sono appena usciti da un fornitissimo negozio di giocattoli.
Alla prossima immersione!

Paolo Palladino (novembre 2011)
www.thalassomadiving.it

 

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